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Inquinamento luminoso
domenica 14 settembre 2008

Inquinamento luminoso

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Che cos'è?

La parola inquinamento può venire associata a diverse cose, ognuna che fa riferimento ad un preciso ambiente, l'ambiente coinvolto nel fenomeno inquinante.Non esiste quindi solo l'inquinamento atmosferico (quello di più grossa portata su scala mondiale), ma esistono anche, per esempio, l'inquinamento acustico e quello luminoso; queste sono tutte forme di inquinamento e, come tali, rompono in modo più o meno violento un equilibrio di fattori sul quale è basata la vita di molti esseri viventi (equilibri chimico-biologici, sonori ecc.).

Mentre ormai quasi tutti sanno di cosa si parla quando si nomina l'inquinamento atmosferico o quello acustico, la nozione di inquinamento luminoso è, a nostro parere, una cosa che poche persone hanno compreso.

Senza appesantire il discorso con nozioni tecniche (che comunque è possibile trovare nei link dedicati) sappiamo che l'inquinamento luminoso comporta la rottura di un equilibrio fondamentale per la vita animale e vegetale: quello tra il giorno e la notte. Questa alternanza è determinata dalla luminosità del cielo che può essere alta (giorno) o bassa (notte) ed è dovuta alla diffusione della luce nella nostra atmosfera. Così, a causa della diffusione, il cielo si "accende" e, di conseguenza, spariscono tutte le cose meno luminose di esso. Il fenomeno della diffusione avviene sia di giorno che di notte, con la sola differenza che di giorno è dovuto al Sole, e di notte, principalmente, alle fonti di illuminazione artificiale.

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L'inquinamento luminoso è causato da un errato utilizzo dell'illuminazione elettrica: gran parte di questa viene inutilmente dispersa verso l'alto. Essendo un fenomeno che si è diffuso di pari passo con la diffusione dell'illuminazione artificiale, esso è diventato un problema solo in quest'ultimo secolo. Nelle due foto è visibile la città di Los Angels ripresa dall' osservatorio astronomico di Mt. Wilson nel 1908 (a sinistra) con un'ora di posa, e nel 1988 (a destra) con una posa molto più breve

Le stelle e gli altri oggetti celesti sono presenti in cielo sia di giorno che di notte, ma la loro visibilità può essere compromessa dalla luminosità di fondo del cielo. Così, durante le eclissi totali di Sole, la luminosità del cielo diminuisce e le stelle più luminose si rendono visibili per i pochi minuti della totalità, mentre di notte, nelle città, la luminosità del cielo è mantenuta su livelli abbastanza alti dall'illuminazione artificiale, così da rendere visibili al massimio un paio di decine di stelle, a differenza di luoghi più bui dai quali è possibile vederne anche più di tremila.

Ma al di là di questi aspetti, ai quali abbiamo dato la precedenza per la particolare passione che anima tutti i membri del nostro gruppo, l'inquinamento luminoso è un problema ben più ampio, poichè il suo verificarsi denota uno spreco energetico che mette in stretta correlazione questo tipo di inquinamento con quello atmosferico, dato che la maggior parte dell'energia elettrica viene prodotta tramite combustioni che immettono una grande quantità di gas nocivi nell'atmosfera.

L'inquinamento lum noso non deve quindi interessare solo una minoranza di persone con la passione dell'osservazione del cielo, ma ciascun individuo della comunità.

Come si verifica?

L'inquinamento luminoso si verifica sostanzialmente per due motivi:

  • Si illumina male;
  • Si illumina troppo;

ImagePer notare una cattiva illuminazione bisogna prestare attenzione alle lampade montate nei vari ambienti. Ogni lampada deve illuminare solo ciò per cui è stata installata: per esempio i lampioni stradali devono far luce solo sulla strada: è quindi inutile mandare la luce anche lateralmente, verso i palazzi, o, peggio ancora, verso l'alto (spero non ci sia bisogno di spiegare l'inutilità di illuminare il cielo, se non negli aeroporti). Un'idea della quantità di luce mandata verso l'alto, e quindi sprecata, ce la si può fare guardando la foto satellitare riportata in alto.

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Esempio di cattiva illuminazione: i muri sono inutilmente illuminati e la strada risulta pericolosamente buia.

Gli esempi che meglio descrivono una cattiva illuminazione sono i globi luminosi, cioè quelle lampade a forma sferica in cima ai pali in molti centri storici: essendo montate in cima al palo non illuminano l'area sottostante, perchè la lampadina è schermata dal portalampada stesso; in più illuminano lateralmente e verso l'alto. Lampioni di questo tipo effettivamente non servono a niente perchè illuminano dove non dovrebbero e lasciano buie le aree che invece necessitano di luce [vedi figura]. Lampade come queste sono state montate solo perchè, come dicono in tanti, "sono belle di giorno, quando sono spente"; ciò non giustifica il fatto che, in nome della bellezza (del tutto soggettiva tra l'altro), si sprechi un sacco di luce a spese dei contribuenti, cioè noi.

In generale tutti i lampioni dovrebbero essere tassativamente voltati verso il basso, inclinati parallelamente al terreno, e illuminare le cose dall'alto. Anche l'illuminazione laterale sarebbe da evitare dato che, lampioni inclinati lateralmente illuminano inevitabilmente, spesso abbagliando, anche ciò che sta dietro al soggetto specifico, a volte per parecchie decine o centinaia di metri.

Un'altra cosa da notare è il vetro che protegge la lampadina: se è piatto e leggermente incassato nel vano portalampada va bene; se è del tipo curvo come quelli di tanti lampioni stradali allora si comporta come una lente e dirige, per effetto di rifrazione, della luce verso l'alto. Per accorgersi praticamente se un lampione sia inquinante o no basta mettersi in un punto in cui la sua luce non dovrebbe arrivare e guardare verso la lampadina: se si vede il suo bagliore allora il lampione è inquinante; se invece l'unica luce che si vede è quella riflessa dall'area illuminata subito sotto tutto è in regola.

Come abbiamo già detto, si può inquinare anche illuminando in modo eccessivo: una illuminazione sovrabbondante dipende principalmente dal numero di lampioni e dalle lampade montate all'interno dei lampioni: spesso la potenza è di molto superiore a quella strettamente necessaria. L'occhio umano, come quello degli animali diurni e notturni, è in grado di adattarsi all'oscurità, in modo da vederci meglio: la pupilla si allarga e cambia anche la chimica interna in modo da rendere l'apparato visivo più sensib le; la retina è dotata di diversi recettori, alcuni poco sensibili. usati di giorno (coni) e altri più sensibili che entrano in funzione quando c'è buio (bastoncelli). Se ci si abitua a stare sempre in zone molto illuminate si rischia di compromettere la nostra capacità di vedere anche in condizioni di scarsa luminosità, restando in un certo senso menomati.

Le lampade più diffuse (ai vapori di mercurio) emettono una luce bianca composta da tutti i colori della gamma visibile, una quantità di colori eccessiva che snatura la notte e introduce gli stessi problemi diminuendo la nostra potenza visiva. Esistono lampadine più moderne (ai vapori di sodio, quelle dalla luce arancio poste negli incroci stradali e sulle tangenziali) che emettono secondo una banda cromatica molto stretta, rendendo la visone notturna più riposante e in più, per fini astronomici, possono venire oscurate grazie all'uso di filtri che bloccano le loro emissioni lasciando passare quelle delle stelle.Inoltre le lampade ai vapori di sodio sono molto più efficienti: forniscono la stessa potenza luminosa consumando meno watt di corrente elettrica consentendo di risparmiare annualmente alle amministrazioni comunali oltre il 50% della spesa per l'energia elettrica (che pagano con i soldi della cittadinanza).

Effetti negativi:

  • Risparmio energetico: una razionalizzazione degli impianti di illuminazione, una ottimale scelta del tipo di lampade (ad alta efficienza e basso consumo), la schermatura delle lampade, l'illuminazione a raso, porterebbero ad una migliore qualità della vita ed ad un notevole risparmio energetico. Riferendoci alla nostra nazione citiamo ad esempio: l'illuminazione stradale, le torri luminose illuminanti gli snodi stradali-ferroviari-portuali, gli impianti sportivi, gli impianti industriali, le insegne luminose, le giostre luminose e le discoteche con raggi che arrivano ad altezze di decine di chilometri, ecc. Sarebbe bene che le Amministrazioni regolamentassero l'emissione luminosa ed i proprietari o i gestori delle fonti sopracitate, siano essi pubblici o privati, avviassero uno studio di dettaglio dei loro impianti luminosi, correggendo gli errori di progettazione. Si potrebbe così risparmiare danaro migliorando la qualità della vita nell'ambiente circostante;
  • Economico: gli impianti di illuminazione debbono essere installati laddove sono veramente indispensabili e con i dovuti accorgimenti, magari riducendone l'intensità quando non si ha bisogno della piena potenza, in modo da risparmiare tra i 300 e 500 miliardi di lire all'anno per la sola Italia. Inoltre, se a ciò si aggiunge che gli osservatori astronomici nazionali costruiti con denaro pubblico non possono operare al massimo delle prestazioni, allora il danno economico sale alle "stelle"; 
  • Ecologico: non dimentichiamo che la maggior parte dell'energia elettrica viene prodotta tramite combustibili fossili e quindi ad ogni spreco di luce corrisponde un incremento dell'inquinamento atmosferico. L'illuminazione notturna inoltre ha sicuramente un effetto negativo sull'ecosistema circostante, flora e fauna vedono modificati il loro ciclo naturale "notte - giorno". Il ciclo della fotosintesi clorofilliana che le piante svolgono nel corso della notte può subire alterazioni dovute proprio ad intense fonti luminose che, in qualche modo, "ingannano" il normale oscuramento. Per fare altri esempi, si pensi alle migrazioni degli uccelli che si svolgono ciclicamente secondo precise vie aeree e possono subire "deviazioni" proprio per effetto dell'intensa illuminazione delle città. Negli Stati Uniti in un parco pubblico illuminato a giorno, alcuni orsi hanno distrutto i vari lampioni in quanto "fastidiosi" per il riposo di questi simpatici animali;
  • Scientifico: si pensi che a causa dell'inquinamento luminoso, gli astronomi sono stati costretti ad inviare un telescopio in orbita attorno alla Terra per scrutare i confini dell'universo. Con la spesa sostenuta si sarebbero potuti costruire almeno 100 osservatori astronomici sul nostro pianeta. Per non parlare del danno ricevuto dagli astrofili (amanti del cielo o astronomi dilettanti), che per osservare il cielo sono diventati esuli della notte; 
  • Psicologico: nell'uomo i riflessi sono metabolici e psichici; la troppa luce o la sua diffusione in ore notturne destinate al riposo provoca "disturbi della personalità"; quante persone di notte, nella propria casa, per riposare sono costrette a chiudere completamente le serrande? Oltre che dal rumore e dall'inquinamento atmosferico, l'uomo deve difendersi dalla luce "amica". Riflettiamo un attimo e immaginiamoci le serate di 2000 anni fa, avvolte dal silenzio, dall'aria pura e dal buio; 
  • Culturale: la cultura popolare del cielo è ormai ridotta ad eventi particolari di tipo astronautico; perdendo il contatto diretto con il cielo l'uomo si è impoverito rispetto alle culture millenarie degli antichi popoli orientali, la differenza è esattamente la metà, gli antichi vedevano a 360 gradi, noi a 180 gradi, mancandoci la visione aerale. A titolo di esempio si pensi che gran parte degli scolari vedono le costellazioni celesti solo sui libri di scuola, e gli abitanti delle grandi città non hanno mai visto una stella. Si pensi che la notte successiva all'ultimo grande terremoto che colpì la città di Los Angeles, una miriade di chiamate intasò i centralini telefonici degli istituti scientifici della California per sapere che cosa fosse accaduto in cielo. In realtà si trattava solo del fatto che la momentanea sospensione di energia elettrica in molte zone della città e la parziale distruzione di molti impianti di illuminazione avevano reso visibili ai cittadini quel cielo stellato che i più non avevano mai visto. Ormai sembra che l'uomo pascoli, la sua vista è' rivolta sempre a terra.
  • Artistico: passeggiando nei centri storici delle città o nelle loro zone artistiche si noterà come l'uomo con una illuminazione cervellotica riesca a deturpare tanta bellezza, studiata e realizzata con abnegazione dagli artisti; luci e poi luci, fari che illuminano a giorno le piazze. Mettetevi nei panni di chi ha creato i capolavori che il mondo ci invidia: ogni particolare di una statua o di un monumento è stato scolpito e modellato pensando che questo fosse illuminato dalla luce del Sole, una luce direzionata dall'alto verso il basso: una illuminazione diversa rende impossibile la corretta lettura di una scultura o di un'opera architettonica. In molte città, negli ultimi anni, sono stati installati degli orrendi impianti di illuminazione, spesso rivolti verso il cielo, deturpando così i già degradati centri storici. L'illuminazione delle zone artistiche dei centri storici deve essere mirata e deve integrarsi con l'ambiente circostante in modo che le sorgenti illuminanti diffondano i raggi luminosi in maniera soffusa o come si suol dire "a raso" dall'alto verso il basso, così da mettere in risalto le bellezze dei monumenti.

Accedi alla pagina di introduzione e ringraziamento della circolare dell'Emilia Romagna in materia di riduzione dell'inquinamento luminoso.

Abiti in Emilia Romagna nella provincia di Ferrara? Vuoi segnalarci un impianto appena installato, ma realizzato senza rispettare la nuova legge regionale? Contatta i responsabili di "Cielo Buio" della tua provincia:

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  • Massimiliano Di Giuseppe - 338/5264372 
 
 

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